lunedì, ottobre 10, 2005

Alla scoperta dei vecchi integratori

Vista lo scarso interesse mostrato alla rubrica "Alla scoperta dei vecchi integratori" il nostro appuntamento si cocluderà oggi. Voglio ringraziare Bluto che mi ha sostenuto con i suoi post... Grazie di tutto..
Oggi ci occuperemo dell'amaretto di Saronno, lo so che vi fa schifo però ritengo importante parlare di questa bevanda sempre presente in casa e nel mio borsone da tennis.
Ricordate il match con Vilas? Non solo di coca si trattava ma anche di amaretto..una sensazione di benessere, una forma smagliante non mi facevano male neanche i polpacci, le mutande che stringevano i miei testicoli non potevano costringermi alla resa (dovevo indossarle obbligatoriamente a causa di un contratto lacoste).
Veniamo alla storia di questo integratore, ricordo a tutti che le informazioni mi sono state date dalla "casa madre" nulla è stato inventato.
Tutto ebbe inizio a Saronno alla fine del XV secolo. Nel 1525, il pittore Bernardino Luini (il cugio di Ruini), allievo di Leonardo da Vinci, fu incaricato di abbellire il Santuario dedicato alla Madonna dei Miracoli.
Per dipingere la Madonna scelse come modella una bellissima fanciulla del luogo. La fanciulla volle ringraziarlo donandogli un boccale pieno di un liquore ambrato, fragrante e delicato, ricavato dalla macerazione di mandorle amare in acquavite. Un liquore che i Saronnesi chiamavano "L' Amaretto".
Fu la famiglia Reina a tramandare di generazione in generazione l’antica ricetta del liquore. Agli inizi del secolo scorso Domenico Reina decise di aprire un negozio laboratorio nel centro di Saronno: la "Domenico Reina Coloniali". Ben presto il negozio diventò un vero e proprio crocevia dove la gente passava, degustava e acquistava.
Sull'onda del successo di questa attività artigianale venne fondata la I.L.L.V.A.: Industria Lombarda Liquori, Vini e Affini. Disaronno divenne presto un simbolo del gusto italiano. Che bello...

3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

E così Gerulaitis se ne va, ferito dall'indifferenza. Da oggi siamo tutti un pò più soli.

Bluto

11:22  
Anonymous Anonimo said...

Nooo!
Non deve finire!!!
Non se ne vada!!!
Piace a tutti Gerulaitis, è che è troppo esaustivo; cerchi di capire, la Treccani mica è un blog!
E poi ci sono ancora il Bianco Sarti, il Petrus, il Vecchia Romagna etichetta nera, il Vov, lo Zabov e chissà quanti altri.
Unicum

15:18  
Anonymous Anonimo said...

La sborra integra?

20:54  

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