venerdì, ottobre 07, 2005

DEVENDRA BANHART, “CRIPPLE CROW”. LA MACCHINA DEL TEMPO.


Non so perché, ma ogni volta che vedo Devendra Banhart mi viene in mente Charles Manson (che ho poi scoperto il nostro stima come faro del libero pensiero mondiale, oops..).
Al di là dell’inquietante somiglianza tra i due, è però la sua musica delirante e visionaria, prima e molto più dell’estetica, a far rivivere l’atmosfera della west coast americana della fine degli anni ’60 che ha prodotto il mostro americano per antonomasia.
Il nuovo album “Cripple Crow” amplifica, se mai ve ne fosse bisogno, questa sensazione; una serenità totale, ammorbante e perversa, attraversata a tratti da un’oscura follia sotterranea. E’ lo stesso clima che c’era Woodstock ed ha portato ad Altamont, il medesimo percorso che va dalle canzoni dei Beach Boys alla morte di Sharon Tate nel massacro di Cielo Drive.
Il disco, comunque, è bellissimo e incredibilmente contemporaneo. Consigliato.
Neiljung

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Mah...se questo signor Devendra è quello lì nel disegno, a me più che altro viene in mente Reinhold Messner

Bluto

14:20  
Anonymous Anonimo said...

Considero i lavori precedenti una spanna sopra... forse manca l'elemento sorpresa.
Rimane comunque uno dei miei preferiti insieme a COCOROSIE e ANTONY.
Giolo

16:21  
Anonymous Anonimo said...

Antony credo che sia un cantante italiano degli anni '60. Uno di quelli tipo Dino...

10:57  
Anonymous Anonimo said...

Spiace che qualcuno faccia del sarcasmo su una h mancante o sul fatto che sia dichiaratamente gay; i suoi dischi sono straordinari...ed è quello che conta.

18:46  

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