lunedì, ottobre 24, 2005

DR. DULITTOL. IL MAIALE CINGHIALATO.

Da sempre vicino alle tematiche ambientaliste e ispirato dalle crociate degli Indifferents (v. “Abbasso i depuratori EP” 1989, Raf Trade), Torcicollo vi svelerà con questa rubrica i segreti del mondo animale.
E’ dei nostri giorni l’allarmismo diffuso rispetto all’ingegneria genetica, spesso fondato su argomenti più vicini all’atavismo che alla scienza (v. Beppe Grillo “Ecco a voi il Cinghiale Cangurato” www.greenplanet.net/Articolo11423.html).
L’allarme non può che essere ridimensionato perché è sempre Madre Natura a fare da sé i propri scherzetti come il protagonista della nostra prima puntata (al limite, chiede un aiutino).
Il Maiale Cinghialato, che ha una vaga somiglianza con Bobby Solo per via del differente spessore delle setole del suo pelame e pesa circa tre quintali in età adulta, è un tenero incrocio tra un maiale domestico femmina, più noto come scrofa, e uno o più cinghiali maschi. Le sue carni, universalmente note per il sapore selvatico e la tenerezza, sono molto ricercate dai gourmet.
Si è accertato come nelle zone pedemontane appenniniche, venuti meno gli allevamenti allo stato brado, le giovani scrofe hanno sviluppato un’elevata autonomia come animali domestici al punto di chiedere insistentemente ai propri allevatori con strazianti grugniti e possenti zampate al suolo di essere accompagnate a passeggiare nei boschi circostanti, abitati come noto da cinghiali selvatici, che le stesse cercano di incontrare per liberi scambi di effusioni amorose; ciò è il risultato di un lungo processo di emancipazione della scrofa, tuttora in atto, prodotto dai mutamenti nelle tecniche di allevamento (vedi, sul punto, il fondamentale saggio di Caranna, “La crisi del verro dal ’68 ad oggi”, 2004, Oxford University Press).
La ritrosia e la discrezione del cinghiale maschio, che non ama la presenza umana ed il cui raffinato corteggiamento può durare anche alcuni giorni (se non settimane), hanno reso però pressoché impossibili gli incontri, generando depressione e deperimento nelle giovani scrofe domestiche che rifiutano sdegnose anche il verro domestico, rivolgendo lo sguardo verso il bosco.
Esasperati da tanto dolore, i nostri allevatori biologici hanno allora pensato, per il bene dei propri animali, di condurre, come ormai di abitudine, le scrofe nel bosco, ma di incatenarle per la testa ad un albero robusto e lasciarle lì per alcuni giorni, così che il corteggiamento possa svolgersi senza intoppi ed, anzi, le nostre possano conoscere molti nuovi amici, anche interi branchi a volte, senza sentirsi pressate.
Da questi weekend di passione, nasce oggi il maiale cinghialato.
Il numero di maialetti cinghialati per parto è di 6-8 capi soltanto, ma la carriera riproduttiva delle giovani scrofe è lunga e la resistenza ad avverse condizioni climatiche è notevolmente aumentata, anche rispetto a freddi molto intensi.
Maiale Cinghialato, tutta natura.
Dr. DULITTOL

10 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Bravo! Braaavooooo! Sono entusiasta. Però secondo un pò pressate si sentono. Appena un pochino...

19:52  
Anonymous Anonimo said...

Secondo me è un modello a cui ispirarsi. Legarle all'albero ...
Un saluto poetico.

17:54  
Anonymous Anonimo said...

Io penso che per i cinghiali la maiala tutta rosa è un pò quello che per noi è la svedese.
Viceversa per le maiale il cinghiale è quello che per le ragazze sono i tipi un pò selvaggi.
Nonso, era solo una riflessione

18:33  
Anonymous Anonimo said...

io ricondurrei la questione ai nostri precipui interessi gastronomici: ma di cosa sa questo maiale cinghialato, che nel nome ricorda un po' gli gnocchi tartufati di ruscianel! quale tra i prodi redattori del torcicollo si vuole mettere alla prova tentando l'assaggio di queste tenere carni tutta natura?? si organizza un'istruttiva visita all'allevamento o nella zona dell'albero suddetto? come saranno la prelibate salsiccette o la versione in salmì?

17:27  
Anonymous Anonimo said...

Sono il linea con la riflessione. Svedesi ma direi anche Danesi, che poi sono anche più zoccole. Con chi devo congratularmi? Lingua secca?

11:32  
Anonymous Anonimo said...

Certo che qui si apre l'ENORME ed importante questione di quale sia il popolo con donne più zoccole. Che ne dite? Sir Julien si richiede la tua consulenza ....

11:34  
Anonymous Anonimo said...

In attesa delle consulenze di Julien, che però è diventato romantico (anche se, sul punto, aspetterei il ritorno dal suo weekend in modalità Briatore sulla Croisette...), vorrei tornare all'argomento carnazza, sollevato dal buon sebantibus.
Tieni presente che nei nostri amati agriturismi locali il maiale cinghialato c'è, ma, per evitare di dare spiegazioni a persone che non leggono questo blog o a quelle strane istituzioni talora chiamate AUSL, è coperto da segreto di stato e venduto come cinghialino da latte o normale cinghiale, che non è e non sarà mai.
Al 99% l'hai già mangiato.
Dr.Dulittol

12:17  
Anonymous Anonimo said...

Quella sulle svedesi è mia, caro poeta. Effettivamente il tema è appassionante: propongo di dividerlo in due. Le più troie in europa e le più troie in italia. Avvincente anche la classifica per "specialità". Se volete posso parlarne alla dottoressa Sticazzi.

Bluto

15:40  
Anonymous Anonimo said...

Ricordo una volta di essere andato a mangiare con peppe da farina; subito dopo ci dolse talmente il fegato da dover chiedere aiuto ad un vicino di tavolo...Forse era il maiale cingolato giusta evoluzione del cinghialato? Forse la faccia di placci che imperversava con il suo sorrisino ebete?
BARABBA

10:22  
Anonymous Anonimo said...

cazzo, non mi starete mica toccando anche il maialino del mondrigo, vero??!! sulla questione zoccole, il maiala/la maiala è passata come icona, la cinghiala con le sue mostruose cozzate di testa tira molto di più!

16:51  

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